Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Una nuova app a New York (1)
Gay & Bisex

Una nuova app a New York (1)


di PassPa
03.02.2026    |    2.674    |    4 9.9
"E fu in quella posizione che lo sentii sempre più grosso e accompagnato da un grido animalesco iniziò a riempirmi..."
Come spesso ho raccontato il mio lavoro mi porta spesso in giro. A volte per un giorno o due, e vicino. Ma a volte capita anche di dovermi spostare lontano.
Avevo 40 anni e si rese necessario andare a New York per capire cosa stesse succedendo con alcune ditte con cui lavoravamo.
Mi sembrava una buona occasione, anche se lavorativamente impegnativa, e così mi offrii volontario. Il dirigente scelse me, visto che avevo una certa pratica con i rapporti internazionali e parlavo un buon inglese.
Mi preparai per bene, cercando di capire quali potessero essere i problemi e programmando eventuali soluzioni.
Dopo due settimane, arrivò il giorno della partenza e mi preparai, con un bagaglio minimo anche se sarei rimasto lì cinque giorni.
Il volo fu abbastanza tranquillo, anche se lungo. Ma riuscii a dormire un po'.
Atterrati, dopo le solite trafile per la dogana, presi un taxi e mi feci portare all’hotel che la ditta mi aveva prenotato. Un buon hotel, centrale e semplice, ma pulitissimo ed elegante.
La stanza era spaziosa e silenziosa.
Andai subito a cena vista l’ora e mi guardavo in giro per capire che tipo di ospiti avesse l’hotel. Molto vario, famiglie, coppie, uomini probabilmente d’affari visto che erano da soli (come me del resto). Quello che mi colpì fu il personale. Tutto maschile, e devo dire uomini molto belli. Ovviamente la mia testa cominciò a fantasticare, ma avevo tempo.
Avevo una buona connessione, e cercai qualche app di incontri, anche per capire che tipo di maschi erano in giro.
Ne scelsi una che non conoscevo all’epoca. A me interessavano, e interessano, uomini più grandi di me, con corpi massici, che abbiano uno sguardo che domina. Feci un profilo e provai a vedere cosa c’era in giro. Ne vidi alcuni interessanti, ma ero stanco e mi serviva solo per passare del tempo mentre aspettavo l’amaro di fine cena.
Gustai l’amaro e salii in camera. Feci una doccia e mi misi a letto. Fortunatamente non soffro il jet-lag e quindi mi addormentai.
La mattina scesi a far colazione e controllai l’app, se magari avevo qualche messaggio o almeno qualche visualizzazione. Con mio stupore vidi che avevo avuto molte visualizzazioni, forse per la curiosità del “nuovo”, e avevo anche alcuni messaggi.
Alcuni erano di uomini che non mi attraevano, quindi educatamente salutai ma senza incoraggiare. Altri erano molto interessanti: maschi massicci, con braccia forti, ben fatti, alcuni anche tatuati che è una mia passione. Ne scartai alcuni perché dichiaravano di essere solo passivi, e dato che io sono solo passivo non aveva senso. Uno in particolare mi colpì. Diceva di avere 55 anni, alto un metro e novanta, e aveva delle foto che aveva sbloccato che mostravano il suo corpo. Decisamente maschile, spalle larghe e una bella muscolatura anche se non da culturista fortunatamente, rasato in testa, ma con due bellissimi baffi folti neri. Si intravedevano alcuni tatuaggi, tra cui uno che sembrava partire dal braccio e continuare sul torace. Molto peloso e si intravedevano tra il pelo del petto due capezzoli molto pronunciati di cui uno con un anello molto grosso. Non aveva foto di nudo totale, ma anche se con un costume si capiva che doveva avere una dotazione niente male, visto il bozzo che si vedeva...
Mi lasciava un saluto, e mi diceva che dalla foto gli sembravo un tipo interessante e che non mi aveva mai notato prima. Risposi mentre facevo colazione, ringraziandolo dicendo che mi ero iscritto la sera prima e che ero di passaggio per lavoro.
Feci degli apprezzamenti sul suo corpo, anche molto chiari.
Non era in linea, quindi chiusi e mi preparai per la prima giornata di incontri di lavoro. Fu complessa come prima giornata. All’inizio si deve sempre capire con chi si ha a che fare ed essere morbidi. La giornata passò e si fecero le cinque del pomeriggio senza che me ne rendessi conto. Ma era servita la giornata a capire come fare le mie mosse.
Mentre mi dirigevo verso l’hotel, aprii l’app e vidi che il tipo aveva risposto. Mi diceva che aveva letto a pranzo e che gli faceva piacere avessi risposto. Capii che era uno che andava subito al sodo. Mi scrisse che era interessato a incontrarmi, che il fatto che io ero passivo lo interessava molto. Che gli piacevano i maschi un po' in carne, e che se avessi voluto avremmo potuto organizzare per vederci che mi avrebbe fatto divertire. Capite che la cosa mi stuzzicava non poco e risposi che ero interessato anche io.
Senza mezzi termini mi disse dove abitava e che se avessi potuto mi avrebbe aspettato anche subito. Non era molto distante da dove mi trovavo e quindi risposi che a breve sarei stato lì. Era un po' un rischio, ma il rischio eccita ancora di più. Gli dissi che però ero alla fine di una giornata di lavoro e che quindi non facevo in tempo a fare una doccia e poi raggiungerlo. Mi rispose che non era un problema per niente.
Guardai la strada e mi diressi verso l’appuntamento. Mi diede le indicazioni, il codice del portone, il piano, la porta sarebbe stata socchiusa e che mi aspettava in casa.
Arrivai dopo poco e ovviamente mi assalivano mille dubbi. Ma ero lì e aprii il portone, salii all’ultimo piano, vidi la porta accostata ed entrai. La casa era non molto illuminata, ma bastava per vedere un bell’appartamento. Appena chiusi la porta alle mie spalle vidi lui che arrivava verso di me sorridendo. Sorrisi anche io, confermando nella mia mente quello che avevo pensato dalle foto. Un maschio molto maschio, alto ben più di me, fisico possente e un sorriso ammiccante che si intravedeva tra quei magnifici baffoni. Era con dei pantaloncini e una camicia aperta che mostrava quel petto magnifico, tra cui spiccava luccicando l’anello al capezzolo. Mi strinse la mano e mi attirò a sé abbracciandomi. Mi lasciai andare in quell’abbraccio e io suo odore mi entrò in testa. Appena mi lasciò dall’abbraccio mi disse di accomodarmi e di mettermi comodo e che se volevo potevo fare una doccia lì, così da rilassarmi. Lo guardai e dissi che sarebbe stata un’ottima idea. Mi fece strada e mi disse di lasciare i vestiti in una stanza e poi mi guidò verso il bagno. Mi aspettavo che uscisse e invece si appoggiò a un mobiletto continuando a parlare con quella sua voce che entrava in testa. Capii che sarebbe rimasto e quindi mi spogliai del tutto e entrai dentro la vasca dove aveva appena aperto l’acqua calda. Mi misi sotto il getto e mi lasciai prendere da quel calore. Era eccitante lavarmi mentre un maschio di quel tipo, che sembrava un maschio alfa che aspettava la sua preda, mi guardava. Mentre parlava, come se fosse la cosa più normale del modo, mi chiese se potessi lavarmi bene anche dentro e mi indicò un doccino. Visto che ero imbarazzato si avvicinò e disse che mi avrebbe aiutato lui senza problemi. Aprì l’acqua del doccino e mi disse di appoggiare le braccia al muro e di allargare le gambe. Lo feci, sapendo che era l’inizio di una sottomissione a lui. Infilò il doccino nel buco del mio culo senza porsi problemi. Mi irrigidii e lui allargò le mie gambe ancora di più. Con la mano libera sentiva l’intestino che si riempiva. Mi disse di trattenere l’acqua e poco dopo di chinarmi e scaricare tutto nella vasca. Lo feci e la sensazione fu strana ma piacevole. Ripetemmo l’operazione più volte, sino a quando disse che ero pulito. Chiuse l’acqua e prese un telo per asciugarmi. Questo maneggiarmi davanti e dietro mi aveva eccitato e il mio cazzetto per quanto piccolo si era irrigidito. Ma sembrava poco interessato al mio uccello.
Mi asciugò, e mi invitò a uscire dalla vasca. Facendolo mi ritrovai nudo davanti a lui, ancora con la camicia, aperta, e data la differenza di altezza il mio viso era a contatto con il suo petto, proprio tra i due grossi pettorali e immerso nel suo pelo. Rimasi fermo aspettando e subito la sua mano mi prese da dietro la nuca e premette sul suo petto. Respiravo quel suo odore che emanava forza e mascolinità. Gli piaceva evidentemente e prese a spostarmi la testa da una parte all’altra, sino a quando afferrai tra le labbra un suo capezzolo duro e grosso. Iniziai a succhiarlo e l’altra sua mano iniziò a carezzarmi la schiena scendendo verso il mio culo, sino ad afferrarmi una natica e a stringerla. Da questa posizione mi tirò su e le nostre bocche si incontrarono. Socchiusi le labbra e lui di colpo infilò la sua lingua dentro rovistando dentro attorno alla mia. Mi stava facendo capire i ruoli, ed io ero perfettamente d’accordo.
Mentre mi rilasciava toccare terra con i piedi, strusciai contro il suo pacco che mi fece impressione perché fu come superare un dosso di cemento.
E subito prese la mia mano e se la mise sopra quel pacco guardandomi negli occhi sorridendo. La mia mano non riusciva a contenere tutto quello che era contenuto ancora dentro i pantaloncini. Ma volli sentire da vicino e quindi provai a sbottonare per mettere la mia manina dentro. Mi bloccò. Evidentemente non potevo essere io a prendere iniziative. Lasciai allora che fosse lui a guidare il tutto.
E così fece. Mi girò e le sue mani mi toccavano il petto, che è abbondante, spremendomi le tette e iniziando a tirarmi i capezzoli. Mentre mi stava attaccato da dietro facendomi sentire la sua erezione appoggiata tra le mie chiappe. Iniziò a baciarmi il collo, da dietro, mordendomi ogni tanto, e le sue mani mi spremevano il petto e mi toccavano dappertutto.
Ero immobilizzato, con la sua figura imponente dietro che mi tratteneva.
A un certo punto una delle sue mani si abbassò sino a passare sotto il mio piccolo cazzo per afferrarmi sotto le palle. L’altro braccio mi avvolse il collo e mi sollevò di peso. Mi portò fuori dal bagno e si diresse verso la camera da letto, dove vidi un grande letto con tanti specchi attorno alle pareti.
Mi lanciò, come se non pesassi nulla, sul letto afferrandomi poi per un piede e mi fece girare.
Lo vidi imponente ai piedi del letto che sorrideva guardandomi.
Si sfilò la camicia e mi mostrò meglio il suo busto massiccio e forte. Potevo ammirare il tatuaggio nella sua interezza che era bellissimo. E il suo pelo scuro su quel petto magnifico. L’anello al capezzolo brillava con i riflessi della luce.
Ero completamente perso nel guardarlo. Avrei fatto tutto per un maschio di quel genere.
Mi afferrò i piedi e se li portò prima al petto e poi iniziò a leccarli, succhiando le dita. Fui preso da brividi di piacere e iniziai a mugolare senza ritegno.
Dal suo sguardo aveva capito che ero nelle sue mani e quindi, lasciati i miei piedi, iniziò a sfilarsi i pantaloncini per rivelarmi la sua dotazione che, come avevo previsto dallo strusciamento, era notevole. Non era tanto la lunghezza, quanto la circonferenza che colpiva così come la cappella scura che sovrastava quel cazzo.
Rimasto nudo mi tirò sempre dalle gambe sino a farmi scivolare lungo la sponda del letto e a sedermi a terra, con la testa poggiata sul lato del materasso. Mi ritrovai ingabbiato tra le sue gambe con il suo cazzo davanti. Non osavo leccarlo senza un suo cenno e aspettai, socchiudendo la bocca. Per prima cosa mi strusciò le palle sulla faccia e sulla lingua che avevo tirato fuori. Poi si afferrò il cazzo e me lo sbatteva in faccia, sino a quando lo posizionò davanti la mia bocca e iniziò a infilarlo dentro forzando la bocca. Vista la dimensione non era facile e quindi mise una mano dietro la testa e mi costrinse a spalancare la bocca. Non poteva entrare tutto, ma una buona parte entrò e iniziò a scoparmi la gola, prima piano e poi accelerando sempre più. Non respiravo, tossivo, cominciai a produrre saliva ma godevo. Evidentemente avere succhiato il cazzo lo faceva godere molto, perché lo tirò fuori, si distese sul letto e mi afferrò per il collo tirandomi su di nuovo e indirizzandomi sul suo scettro che pieno di saliva era dritto davanti a me.
Ricominciai a succhiarlo cercando di fare del mio meglio. Lo succhiavo, lo leccavo, mi abbassavo a leccare le palle, poi tornavo a succhiarlo. Iniziò a fare dei versi di apprezzamento, segno che la mia bocca gli piaceva. Cambiò posizione varie volte, ma sempre in modo tale da avere la mia bocca a disposizione. La mia faccia era una maschera di saliva e di umori suoi. Ma godevo.
L’ultima posizione che mi fece assumere fu messo spalle sul materasso con la testa tra le sue ginocchia e il cazzo che entrava di nuovo in bocca. Mentre succhiavo mi afferrò le gambe e me le sollevò, sino ad avere il mio culo a portata di lingua e iniziò a leccare dentro e fuori, ammorbidendo il buchetto. Capivo che il prossimo passo sarebbe stato mettermelo dentro. Tremavo all’idea, vista la larghezza, ma lo volevo. La lingua stava facendo un buon lavoro, anche aiutata dalle dita che allargavano il buchetto. Sentivo il buchetto umido e morbido, la lingua ormai entrava quasi tutta dentro.
Si staccò da me, girò attorno e sempre tenendomi le gambe alzate si afferrò il cazzo e trovata l’apertura del mio culo si lasciò andare di colpo.
Fu terribile, mi sentii schiacciare e aprire allo stesso tempo. Un dolore fortissimo che mi arrivò in testa e mi fece quasi svenire. Lui non si preoccupò. Era eccitato e quindi voleva solo godere. Era uno di quei maschi che gode non solo scopando, ma anche dominando. Io piano piano ripresi i sensi e iniziai a sentire il piacere di quel grosso cazzo che entrava e usciva da me. La sua circonferenza era tale che sentivo scorrere quel pistone nel mio buco.
Era forte e mi teneva stretto sempre con il suo cazzo dentro cambiando posizione senza uscire da me. Mi ritrovai seduto impalato sopra di lui con le sue dita che mi strizzavano i capezzoli fino a farmi gridare. Poi mi attirò verso di sé, in modo tale che mi appoggiai al suo petto villoso. Prima iniziò a baciarmi, mordendomi le labbra, poi mi fece succhiare i suoi di capezzoli, soprattutto quello con l’anello con cui potevo giocare. Era magnifico, lo toccavo e ammiravo ogni tanto il suo tatuaggio che si tendeva sui muscoli del braccio e sul torace, lucido del suo sudore.
Cambiò di nuovo posizione, girandomi così che gli dessi le spalle e mi fece di nuovo impalare sul cazzo. Ormai il mio buco era largo e morbido, quindi sentivo solo piacere mentre scorreva dentro. Capii che stava facendo qualcosa, visto che le sue mani non mi toccavano più, ma mi scopava con la sola forza del bacino.
Guardai gli specchi e vidi che aveva preso il suo cellulare e stava filmando questa scopata, mentre il suo cazzo entrava e usciva. Cercai di oppormi, ma mi diede due forti schiaffoni nel culo, dicendo qualcosa (ero in estasi quindi non capivo tutto quello che diceva in inglese) sul fatto che ero a sua disposizione. Continuò a filmare e a far foto anche in altre posizioni, sino a quella che io preferisco. Io di fianco e lui che mi scopava in ginocchio tra le mie gambe. In questa posizione il cazzo entra sino al cervello secondo me.
E fu in quella posizione che lo sentii sempre più grosso e accompagnato da un grido animalesco iniziò a riempirmi. Era potente anche in questo. Una buona parte la sentii dentro che mi riempiva, ma una parte la eruttò su di me, un po' sul petto e il resto sulla faccia. Appena finì crollò accanto a me, respirando velocemente.
Non potevo muovermi, sia per i dolori vari, sia perché ero incastrato tra le sue cosce.
Appena riprese fiato, iniziò a vedere le foto e i filmati, dicendomi che questi li avrebbe mandati a due suoi amici che impazzivano per i maschietti piccoli, tondi e passivi come ero io.
Cercai di pregarlo. Di non farlo, mi vergognavo. Ma ridendo mi fece vedere che lo inviava e mentre lo faceva mi prese la testa per farmi leccare il suo cazzo per pulirlo per bene dal resto della sborra… Mentre lo facevo, e devo dire che mi piaceva farlo in segno di sottomissione, mi disse che i due amici stavano rispondendo, chiedendo dove mi aveva trovato e che sarebbero stati lì l’indomani sera.
Mi guardò e mi disse, mi ordinò anzi, di tornare l’indomani sera e sicuro che io ci sarei stato mi disse di vestirmi e andare via.
Afferrai i miei vestiti che erano sparsi per casa, mi vestii anche se ero pieno di sborra e saliva e me ne andai.
Scendendo la scala mi dicevo che non ci sarei tornato, che era stato troppo autoritario a pensare che ero a sua disposizione. Ma mentre camminavo verso l’hotel sapevo che probabilmente ci sarei tornato. Anzi… ne ero certo. (continua?)
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.9
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Una nuova app a New York (1):

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni